Arcangelo

Arcangelo

Arcangelo (Avellino, 1956) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1981 si trasferisce definitivamente a Milano.

L’universo immaginifico di Arcangelo, quello che traspare con forza dai suoi dipinti, trae le sue radici da un ampio patrimonio mnemonico legato anzitutto ad un sentito e viscerale senso di appartenenza alla propria Terra d’origine, alle tradizioni, alla storia e alla cultura del Sannio, in un accumulo di stratificazioni di segni e simboli che riemergono nelle sue opere come una sorta di scrittura istintiva, avvalendosi di un processo creativo che, quale trasposizione fisica e profondamente vissuta di adesione al tema, si fa registrazione segnica ed evocativa di tracce gestuali, scritte e stesure di colore, spesso eseguite direttamente con le proprie mani, tese a cogliere e a rivelare un continuo pullulare di segrete presenze di valenza memoriale. La stessa Terra costitusice per Arcangelo l’imprescindibile punto di riferimento e la solida base di partenza per spingersi altrove, dall’Africa, all’Oriente, al Mediterraneo, e fare esperienza della cultura e delle suggestioni di quei luoghi per scoprire ogni volta, nella condivisione di storie, miti e rituali, gli archetipi dell’umanità in un emblematico ritorno alle origini.

Negli anni ottanta nasce il primo ampio ciclo di lavori intitolato “Terra mia”, con il quale partecipa ad Art Basel, a “Prospect ‘86” alla Kunstverein und Schirn Kunsthalle di Francoforte e alla collettiva “Dopo il concettuale” al Museo Provinciale d’Arte di Trento. Seguono le personali presso le gallerie Tanit di Monaco di Baviera, Buchmann di Basilea, Janine Mautsch di Colonia, Harald Behm di Amburgo e Klaus Lüpke di Francoforte. Diversi altri cicli pittorici accompagnano il suo percorso, tra “Pianeti”, “Dogon”, “Tappeti persiani”, “Sanniti”, “Feticci”, “Case”, “Fiori di croco”, che saranno presentati in importanti mostre personali in Italia, in Europa e in Asia, presso  la Galerie Maeght-Lelong di Parigi e alla Edward Totah Gallery di Londra, alla Kunstverein di Bonn e  al Musée d’Art Moderne di Tolosa,  alla Galerie Municipale d’Art Contemporain di Saint-Priest e al Fukuyama Museum of Art in Giappone, presso l’Espace Kettaneh-Kunigk (Tanit) di Beirut in Libano, la Galerie Forsblom di Helsinki e anche in molte altre gallerie private. In Italia, tra le ultime, presso Otto Gallery di Bologna, le gallerie Marcorossi di Milano, Pietrasanta e Verona e presso Lorenzelli Arte a Milano.

Nel 1998 prende parte alla mostra “Ultime generazioni”, XII Quadriennale Nazionale d’Arte, Roma. Lo stesso anno espone le sue “Anfore” di terracotta nelle prestigiose sale del Caffè Florian a Venezia.

Nel 2004 realizza un progetto ambientale per la Fondazione Volume! a Roma e con la stessa partecipa alla grande collettiva “Passaggi” nel 2015 presso il MAMC, Musée d’Art Moderne e Contemporain di Saint-Étienne.

Nel 2015 gli viene conferito il 56° Premio Internazionale Bugatti-Segantini alla carriera.

Il 2019 e il 2020 lo vedono protagonista di una grande mostra antologica realizzata presso il museo MAGA di Gallarate e l’Aeroporto di Milano Malpensa con la collaborazione di SEA Milano Airport. Il suo video contributo raccoglie una parte di questa recente esperienza espositiva, nei frammenti girati da Video for Art prima dell’emergenza sanitaria, insieme ad altre documentazioni dell’artista al lavoro nel suo studio milanese.