Descrizione Progetto

Bigrigio S62

Bigrigio S62

L’S62 (noto anche come Bigrigio per i suoi colori caratteristici, ossia due tonalità di grigio) è un telefono fisso automatico a batteria centrale creato e prodotto dalla Sit-Siemens nel 1962.

Il telefono fu successivamente prodotto, per conto della SIP, anche da Italtel e da Face Standard (che lo denominò F63).

Fu il primo telefono noleggiato dalla Società Italiana per l’Esercizio Telefonico in tutta l’Italia. Esistono due versioni del telefono, identiche dal punto di vista circuitale ma diverse nella forma: la versione più comune era quella classica da tavolo, l’altra versione differiva per la sagomatura dell’appoggio della cornetta ed era concepita per essere fissata alla parete.

L’apparecchio S62 aveva una circuiteria abbastanza flessibile per l’epoca in cui era stato progettato: poteva, infatti, essere fornito senza disco combinatore, impossibilitato perciò ad originare chiamate ma abilitato alla sola ricezione, oppure con un tasto aggiuntivo, utile se l’apparecchio fosse stato collegato ad un centralino.
Per comporre il numero di telefono da chiamare si introduce un dito nel foro del disco combinatore corrispondente alla cifra da selezionare, quindi si fa ruotare il disco in senso orario sino al “fine corsa” metallico, e ruotandolo si carica un dispositivo a molla. Togliendo il dito dal foro si permette al disco di tornare nella posizione originale sfruttando l’energia cinetica della molla: in tal modo l’apparecchio è pronto per selezionare la cifra successiva del numero di telefono. Questo meccanismo è simile a tutti i telefoni combinatori precedenti all’avvento dei telefoni a selezione digitale.

Sulla base del modello S62 venne sviluppato anche un modello a selezione digitale che presentava una forma identica alla versione analogica ma provvisto di un tastierino numerico con i tasti al posto dei numeri del classico disco. Dal punto di vista tecnico, la selezione del numero da chiamare nel telefono S62 avviene attraverso un treno di impulsi: all’interno del disco combinatore un apposito microinterruttore fa cambiare lo stato di impedenza della linea (da alta a bassa e viceversa) un numero di volte pari alla cifra selezionata, con lo zero che corrisponde a 10 cambi di impedenza. Tale variazione di impedenza avviene in fase di rilascio del disco, quando esso automaticamente ritorna alla fase di riposo.

Le centrali telefoniche sono in grado di contare il numero di cambi di impedenza, decodificando il numero composto dall’utente.

La suoneria del telefono S62, come in tutti gli altri apparecchi, viene attivata da un segnale a 110 volt a corrente alternata fornito dalla centrale telefonica.

L’apparecchio tipo S62 può essere ancora collegato e utilizzato sulle reti telefoniche odierne, a patto di disporre sulla propria linea di una presa telefonica tripolare oppure tramite l’ausilio di un ATA (Analog Telephone Adapter). In tal caso si potrà comunicare vocalmente ma le selezioni tramite digitazione numerica – talvolta richieste per l’attivazione di funzioni speciali – potrebbero non funzionare.

Conformemente a quanto previsto dalle specifiche tecniche della presa telefonica tripolare, il telefono S62 ha il “terzo contatto” attivato per abilitare la funzione di “riservatezza della conversazione”: se il telefono fosse collegato ad una linea cui fanno capo più apparecchi compatibili, lo sgancio di una cornetta qualunque tra quelle degli apparecchi collegati a detta linea esclude automaticamente tutti gli altri apparecchi collegati a valle, facendo cadere eventuali comunicazioni in atto. Tale funzione non è disponibile nella maggioranza dei telefoni odierni.

Il telefono S62 era disponibile con scocca di colore grigio, verde, rosso, nero, bianco latte e avorio. Il modello più diffuso presenta un guscio di color grigio chiaro e la cornetta di color grigio scuro: per questo motivo l’apparecchio veniva confidenzialmente chiamato Bigrigio. L’apparecchio è stato in uso tra gli anni sessanta-settanta, fino alla prima metà degli anni novanta circa, dopodiché è stato abbandonato in favore dei più moderni apparecchi a tastiera.

Tra il 1980 e il 1981 ne venne realizzata anche una versione digitale; l’apparecchio venne poi sostituito ufficialmente nel 1985 dal nuovo modello Pulsar.