Descrizione Progetto

… poiché siamo un unico con la Natura,
le sue fibre genetiche scorrono attraverso il nostro essere,
i nostri organi fisici ci connettono con i milioni di anni della sua storia,
le nostre menti sono piene di antichissimi sentieri dell’esistenza preumana.

(Olismo ed Evoluzione, Smuts)

Ritorno al Roseto in cui ho incontrato Katia. Mozart ha nel frattempo lasciato che Ennio Morricone cospargesse l’atmosfera dei sogni che le sue melodie disegnano. Mentre scrivo in questo tempo sospeso, sospeso per davvero, in Italia nel Mondo, le note di Ennio Morricone del mio “C’era una volta …Vetrya” mi riportano al Qui ed Ora, il mio.

Per un attimo sono lontano da Orvieto. Non sono certa, però, che in questa strana primavera 2020, si possano usare con assoluta leggerezza concetti di lontananza e vicinanza.

Le note di Morricone, ora, suonano oltre Orvieto. Su piazza Navona, a Roma. Protagonista la chitarra elettrica un giovane talentuoso, il tricolore ed il silenzio magico incorniciato da strade deserte che rivivono in timidi applausi dai balconi.

Questa è l’Italia. Il “Bel Paese”. È l’Italia che resiste, che si emoziona, che non si arrende. È un Italia responsabile.

Responsabilità. Le note di Morricone rimbalzano nel mio cerchio e mi riportano, “ecolocalizzandomi”, ad Orvieto.

Oltre al coraggio, Vetrya parla di Responsabilità. Lo fa come sempre, toccando il cuore. Scorrono immagini nel video inviatomi da Luca e condiviso ormai su tuti i canali social. Responsabilità, declinata in Attenzione. Per famiglie ed Imprese. L’emergenza causata dalla Pandemia pone l’intera umanità difronte alla decisione di fare o non fare per il Bene Comune.

Quando Visiti la Bottega di Vetrya ti porti dietro piccoli “Ponti”. Morricone, in questo caso, mi ha reso ubiquo non solo il cuore ma anche la mente. E risuona ora come a farmi da ponte, con il “nuovo Cinema Paradiso”, per ritornare nell’Umbria di Tornatore. Diventata, ormai uno dei miei punti di ristoro del mio “Cera una volta…Vetrya”.

Riparto dal Roseto, in via dell’Innovazione numero uno.

Qui in primavera sbocciano circa 800 tra rose botaniche, antiche e moderne, provenienti da tutto il mondo.

Non è solo un fattore di cornice. È desiderio di generare cultura. Partendo dalla Terra. Dalle rose. Dal Roseto, Ormai polo di attrattività, all’orto: il Vorto. Coltivare, con metodi naturali, ortaggi. Sperimentare i tempi del contadino. Conoscere fino in fondo ciò che si mangia. Sì, perché il raccolto viene poi consumato nel “Vetrya Cafè”. È l’area di Ristoro in cui tra il tintinnio delle stoviglie di vetro, i giochi di luce dei raggi solari che attraversano le vetrate e il profumo della cucina, principalmente a chilometro zero, la “Famiglia Vetrya” gode della pausa pranzo, il cui menu viene scelto al mattino attraverso un tablet che, come un robot, passa tra i collaboratori negli uffici.

Il Pranzo è un vero e proprio momento di condivisione. Uno dei punti del mio cerchio del “C’era una volta…Vetrya” ha la forma circolare di un tavolo. Un tavolo da Pranzo. Nella Bottega, ogni momento è adatto per creare connessione e il banchetto unisce la tradizione della Terra con la propensione a connettersi. A quel tavolo ho degustato un buon vino Sagrafena, prodotto da Katia per gli amici. Ho beneficiato di pietanze semplici e salutari e ho arricchito la mia fame di conoscenza. Accanto a me, mio figlio. A dimostrazione che Vetrya è davvero la culla di un nuovo rinascimento. Quello in cui una Donna non solo può ma si bea della sua maternità; quello in cui un bambino può guardare al lavoro dei propri genitori come un tempo non a lui sottratto.

Mi lascio alle spalle la cromia delle Rose e, questa volta, ci entro fisicamente nel Corporate. Ci entro alla ricerca della “Responsabilità”.

Capisco, prontamente, che la forma più suprema di quello che loro intendono per “Responsabilità” è prendersi cura.

A sinistra, entrando, c’è l’area del mini-club. Sorride persino Mozart quando li vede giocare. Nato nel 2015, completamente gratuito e con personale dipendente di Vetrya. Tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì, dalle 15:00 alle 20:00, e durante il periodo di chiusura delle scuole, anche la mattina. Con un’età compresa tra uno e dieci anni, alternano il divertimento e il gioco, lo sviluppo di empatia, la comunicazione e la creatività. Una Bottega anche per loro grazie all’arte, alla musica e alla letteratura. È un apprendimento percettivo-motorio in condivisione. Sono i “nativi ambientali”, quelli per cui vale la pena impegnarsi ad essere responsabili e coraggiosi. Sono quelli che hanno il diritto di ereditare un mondo migliore. E Vetrya ci prova, consapevolmente. Partecipando ad eventi importanti come: Giornata Mondiale dell’Acqua: Istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, sensibilizzando al risparmio idrico. Splendidi cartelli “salva goccia”, in prossimità dei luoghi in cui tutti, adulti in primis, dovrebbero consumare consapevolmente un bene così prezioso. Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo: Istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU, perché la conoscenza genera inclusione ed allontana luoghi comuni. Giornata Mondiale della Terra: Istituito dall’ONU nel 1970, momento di manine sporche di terra per poter, assieme alle maestre e al Direttore Valorizzazione Risorse Umane, mettere a dimora un albero di susino nel giardino del Vetrya Corporate Campus. Ed insieme, si piantano speranze, vocini, sorrisi e, in perfetto stile Vetrya…Futuro. Bimbi in Ufficio: Iniziativa promossa dal Corriere della Sera, perché il lavoro non sia visto come tempo sottratto ai figli, perché il posto di lavoro della mamma e del papà sia un meraviglioso ambiente in cui poter andare a salutarli. Moonlight. A spasso per la luna 50 anni dopo: evento, promosso dalla Fondazione LKT, per celebrare I cinquant’anni dallo sbarco sulla luna… un “Apollo 11” in miniatura. Internet Day: In occasione del 50 ° anniversario della nascita della rete Internet, il passato che è sempre stato futuro nelle mani di chi nel futuro ci correrà. Con entusiasmo. Urlando di gioia. E, se passati da questa Bottega, profumando di gratitudine.

Che sia un’azienda olistica, lo si comprende quando vai via. Perché sperimenti su te stessa quanto il sistema Vetrya tesaurizzi le singole parti. Ti senti come parte di quell’ingranaggio. Portatore di un messaggio di ottimismo. Utile nell’irrefrenabile propensione della Natura di auto-determinarsi e creare Ordine. Troppo riduttivo per i Mecenati di Orvieto pensare che il Futuro si costruisca con una visione antropocentrica. Siamo Sistemi orientati all’obiettivo di autosufficienza. Ma pur sempre sotto-sistemi di un ordine più Grande. Qualcosa di gran lunga superiore alla semplice somma degli elementi che lo compongono. Il sistema Vetrya è così. Aumenta in maniera esponenziale il valore di ciò che ingloba e restituisce un nuovo Umanesimo. L’uomo non è al centro dell’Universo. Non lo è nella misura in cui pensiamo di poterlo dominare e stravolgerlo. Ma è così importante il suo contributo che vale la pena renderlo protagonista. Come volano. Come aggancio. Come Pensiero. Come anima. Come Carne.

Il nuovo Umanesimo, non antropocentrico si sviluppa a macchia d’olio nella Bottega di Vetrya. L’uomo fa da tramite nel tempo tra umano e digitale, tra scienza e credenze, tra natura e cemento, tra passato e futuro, tra numeri e parole.

“Sai, un giorno potrò chiedere ad un drone di sorvolare sul Campus e di dipingere un quadro che lo rappresenti. Ma non mi farà una foto. Darà una sua interpretazione!”

Mentre mi mostrava i disegni dei bambini che tappezzavano le pareti dell’area a loro dedicata, Luca, passando mi racconta di un ipotetico drone pittore, artista.

“Ma saremo noi a dargli l’imprinting. È, per questo motivo, che noi abbiamo a cuore che i nostri ragazzi s’interroghino sul senso della vita, sui valori.”

“La tecnologia deve avere una direzione. Chi produce, chi sviluppa deve essere cosciente di quello che fa. Deve sentirsi parte dell’ecosistema, grato e responsabile. “

Intanto immagino il drone artista. Chissà se avrà la facoltà d’intravedere quanta Responsabilità cresce in Vetrya. Lo immagino sorvolare il cerchio del mio “Cera una volta…Vetrya” e, ad insaputa del suo papà-Luca- mi faccio consegnare un’anteprima. L’ho detto che quando vai via da Orvieto ti senti così connesso e parte del Tutto che fai tua la responsabilità di ciò che sarà. Per cui, sì. Ho sentito la necessità di controllare che l’interpretazione fosse giusta.

E mi sono sorpresa di aver trovato più di quanto ero riuscita ad immaginare. Perché non solo aveva riprodotto con fierezza la diversità cromatica del Campus ma era riuscito a riprodurre il variare dell’intensità luminosa al passare delle ore del giorno. Il Campus, infatti, ha un’illuminazione completamente a led con sistemi di dimmeraggio automatico e bus per il controllo dei vari ambienti. Illuminazione desiderata ma rispetto per l’ambiente.

E c’era anche la parabola, nel quadro del Drone-Artista. Come un girasole che rincorre il Sole, anch’essa si sposta da Est a Ovest per assorbire tutta l’energia e dotare il Campus di 1.600 litri di acqua calda al giorno. A 1600 litri d’acqua calda al giorno corrisponde un risparmio con un risparmio di emissioni giornaliere di CO2 rispetto all’utilizzo di gas naturale(metano).

“Abbiamo voluto dotare gli edifici di vetrate continue e a nastro con valore di trasmittanza termica e fattore solare tali da permettere un abbassamento radicale del costo del condizionamento e la riduzione dell’emissione di CO2. L’impianto elettrico tradizionale è integrato con pensiline fotovoltaiche. Disponiamo di un impianto fast charge ad energia solare per la ricarica dei veicoli elettrici. Per quanto riguarda gli impianti a liquido (condizionamento) abbiamo impiegato centrali a pompa di calore ad elevate prestazioni. “

Luca deve avere una sorta di potere magico. Non molto distante dal mini-club ero rimasta assorta a guardare fuori immaginando cosa il Drone-Artista avrebbe mai dipinto. E, senza indugio, mi completa la descrizione. Come se avesse sbirciato. Così come fa ogni tanto nel Futuro.

Il dronde-Artista ci consegnerà un’immagine fedele di Vetrya? Forse traccerà il perimetro dei campi da tennis con esattezza, dell’area fitness, della sala yoga, della sala in cui il bigliardino si accompagna al ping-pong, del percorso running e dei campi di calcetto. Forse inserirà anche l’area beauty, con il centro estetico. Forse dipingerà anche Gioia, il cane assunto a tempo indeterminato in Vetrya. Quello che non so è se sarà in grado di tramandare il luccichio degli occhi di Luca quando mi ha mostrato il suo “Tesoro Nascosto”!

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