The Cool Couple (TCC) è un duo di artisti fondato a fine 2012 da Niccolò Benetton (1986) e Simone Santilli (1987). La loro ricerca analizza i processi di produzione, condivisione e interazione quotidiana con le immagini e sui punti di attrito che ne derivano. L’idea delle immagini come hub attivi, combinata con un forte atteggiamento progettuale, si traduce nell’uso di diverse forme di espressione, che vanno dalla fotografia al video, dalla stampa 3D alla performance.

Il lavoro di TCC è stato esposto in diverse istituzioni italiane e straniere tra cui: Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Fondazione Bevilacqua La Masa, Unseen Photography Festival, Centquatre, Les Rencontres des Arles, Museo MACRO, MAMBO, Galleria Civica di Trento.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti: il Premio Fabbri per la Fotografia Contemporanea (2014), il Premio Graziadei per la giovane fotografia (2015), il Premio Fotografia Under 40 di Artverona (2017), il Premio Johannesburg (2019). Nel 2020, TCC sono i vincitori di Artevisione, promosso da Careof, in collaborazione con Sky Arte, e del premio Bonotto ad Artefiera.

The Cool Couple affianca alla ricerca artistica la didattica: ha collaborato con diverse università ed è attualmente lecturer presso NABA a Milano e course leader del triennio di arti visive di Made Program.

Loro opere si trovano in importanti collezioni, come Collezione Campiani, Collezione Maccaferri, Euromobil, Fondazione Francesco Fabbri, Graziadei Studio Legale, Nirox Foundation, Les Rencontres des Arles, Essecollection.

Il contributo video si ispira a “Karma Fails”, che è il primo capitolo del progetto “Turbulent Times”. La meditazione si adatta perfettamente all’ideologia egoistica del benessere, dove produttività individuale e vita sana sono simboli di stato, alimentati dal ramo alla moda di prodotti tecnologici indossabili”. Attraverso un finto studio di meditazione, chiamato “Meditation Is Visualization”, i TCC  introducono persone e professionisti dell’arte alla visualizzazione critica, per tentare di generare un processo virale e partecipativo di analisi visiva in un’epoca di crescenti fascismi guidati dalla visione.